SAN VALENTINO? NO, GRAZIE! MARCO PANTANI….
13 febbraio 2008 by
Andrew
MILANO, 14 febbraio 2004 – Marco Pantani è stato trovato morto questa sera in un residence di Rimini. Aveva 34 anni. Il cadavere del corridore è stato rinvenuto in una stanza del residence Le Rose di Rimini. Sono stati i gestori dello stesso residence a dare l’allarme. Ancora da chiarire le cause del decesso.
Lo so, a prima vista non c’entra nulla con il Gruppo Faccioni. Ma la morte di Marco Pantani il giorno di San Valentino del 2004 merita una piccola riflessione. Al di là della tragicità, andando oltre alle polemiche, superando anche le ultime notizie apparse sulla stampa, di Marco e della sua fine resta soprattutto un grande vuoto. Quello lasciato dallo sport, che dovrebbe unire e comunicare, ma che ha lasciato un uomo solo con se stesso e con i suoi fantasmi.
Ah, se il Pirata avesse partecipato ad un ritrovo del Gruppo Faccioni (magari in un primissimo week end invernale al Sexy-bar), forse avrebbe avuto un motivo in più per credere che “un altro sport è possibile”.
“Ciao Pirata,
te ne sei andato così, come un fulmine , da scattista, tu che invece eri abituato a scalare montagne, pedale dopo pedale, con la dura lentezza che strade così impervie impongono.
Non ti sei rassegnato a scendere dall’Olimpo degli Eroi, tu che di eroico non avevi né la faccia né il fisico.
Quand’eri qui chissà cosa provavi a vedere la propria immagine su giornali, riviste, televisioni, e vedersi attorniato da giornalisti, fotografi, curiosi, alla ricerca di un tuo cenno, saluto, sospiro: tutto ruotava attorno a te, tutto e tutti erano a tua disposizione .
Chissà se di te , di quello che effettivamente eri, a qualcuno tra quelle veline, letterine, leccaculi, amici degli amici, importava qualcosa.
La tua faccia simpatica da vero romagnolo era entrata nel cuore di tutti, perfino dei francesi, noti per avere la puzza sotto il naso quando si parla di stranieri ed italiani in particolare.
Eri il loro Pantanì , si, ti avevano adottato tanto da spostare l’accento sull’ultima i.
No, non potevi accettare di essere ritornato uno qualsiasi, in un mondo dove se sei normale sei un fallito, dove la superiorità e la grandezza si misurano dalla barche, dai conti in banca, dalle ville in Sardegna, da quante veline riesci a portare a letto, dall’ultimo lifting.
Ti ha ucciso la paura di essere ridiventato normale: non il doping .
Chissà cosa avrai pensato lì, in quello squallido alberghetto di Rimini in pieno inverno.
Sarai stato travolto pure tu dalla piena dei ricordi, come il naufrago dalle onde maligne di un mare assassino?
Sei caduto all’ultimo tornante, vecchio giovane Eroe stanco.
Ma ora che sei finalmente libero, vai, corri, stacca tutti, voglio rivederti così, con quelle orecchie a sventola, con quel naso lungo lungo, e con quelle braccia mezze abbronzate, dritte in alto, a segno di vittoria.
Ci mancherai, Pirata…
SEI RIMASTO SOLO COME QUANDO VINCEVI…
Ad essere sincero nonostante le belle parole e tutto quello che c’e’ stato nel dopo morte di Marco io sono molto legato al campione.mi dava emozioni che solo pochi mi hanno dato….forse Gianluca Vialli in rovesciata, Giagia sulla fascia al Maracanà, Eygez che fa goal a S.Egidio, Guba capo-cordata nella scalata alla Marmolada, Sexy che s’incazza con Decho, Jeppone che legge il giornale all’addio al celibato di Ciccino, Brigo che va a San Marino, Rugia che fa il record Ca di sopra-Ridracoli in 30 secondi netti andata ritorno, Siula in mimica all’Oktober, Bregan in Irlanda con me, Cisko che aveva la ceka e lottava con le mosche, Cava che inventa la sbaghinata con i pop corn, Decho che perde la macchina, Tone che si sposa e invita il giorno prima i faccioni, Ursus sbronzissimo a Viareggio, Vudu che si ubriaca con me a Bellaria, Cicci, ex fiorista e cameraman, giornalista ebreo bugiardo preso di mira da ignoti, Decho che ballava sopra ai termosifoni al Nuovo bar..
E poi come certi personaggi legati a me per tanti versi e coincidenze (su tutti Giovanni Paolo II), anche Marco è voluto essere vicino a me, magari casualmente, in un momento drammatico della mia vita…Sapete proprio in questi giorni un po’ tragici per il ricordo alla perdita di mio padre di un anno fa avevo 3 dvd che volevo guardare… “In the name of the father” , “il papa buono” e “Marco Pantani”…
Saluto a tutti i faccioni…avete voluto la bicicletta..adesso pedalate…… Andrew
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giovedì, 14 febbraio alle 11:52
Grande Andrew e ancora grande Gianfranco e ancora grande Karol e ancora grande Marco… tutte persone che a modo loro hanno lasciato e lasciano un segno indelebile nella mia vita! Non dimenticherò mai l’annuncio della morte di Marco quella sera di s. valentino, ero al pube col Brigo in una delle tante serate di bolgia (nel caso anti s.valentino!) e come ci raffreddò ogni entusiasmo e come cadde il gelo in una serata allegra!
A pensare,noi ragazzi come lui (mio coetaneo) a passare una serata spensierata fra amici e lui GRANDE MITO…SOLO, su quel letto in quella stanza…che nn gli appartenevano! Forse comi dici tu Andrew se fosse stato in mezzo a noi quella sera nn saremmo qui a compiangerlo!
Forza G.F. sentiamoci FORTUNATI nella nostra normalità (vabbè escluso tu Sexi!)
Ciao Marco!