Gruppo Faccioni

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  • domenica, 28 mar 2010 alle ore 00:00
  • classificato :
  • Amicizia & ricordi
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21 anni di Gruppo Faccioni

28 marzo 2010 by Boch

Esegesi frammentaria di un’amicizia

Il Gruppo Faccioni entra oggi nel suo 22esimo anno di storia. In quella mattina del marzo 1989 a Milano, quando il Gruppo venne fondato sul tetto del duomo, in pochi avrebbero pronosticato una così lunga vita per il giovane sodalizio.

Certamente i fondatori di allora, il cosiddetto nucleo storico, avvertivano con forza il particolare legame d’amicizia che li univa. Ma mai avrebbero pensato ad un gruppo strutturato e organizzato, capace di superare decenni di prove, allargare i propri confini al di là del paese-mondo Bronx, includere persone mai viste prima nel nome di una comunanza d’intenti e di valori. Elementi catalizzatori di quel primo gruppetto furono la conoscenza di vicinato, le comuni esperienze scolastiche, il percorso spirituale condiviso in seno alla Parrocchia di San Pio X. Ma non sarebbero stati questi fattori a forgiare il Gruppo che conosciamo oggi, un qualcosa di “completamente altro” pur nel solco della continuità.

Le lenti della storiografia dovranno un giorno soffermarsi sull’estate del 1993, vero spartiacque per il Gruppo di allora. Già l’anno prima alcuni membri del nucleo storico si erano aperti alla frequentazione assidua di nuove persone, secondo criteri di simpatia e fratellanza d’impegno nella dissidenza parrocchiale alle attività imposte dalla Commissione giovani. Ma fu in quella estate di 17 anni fa che avvenne il salto di qualità per il Gruppo: in una notte passata a casa di Andrew (seguendo un canovaccio tra il ludico e l’etilico rivelatosi seminale per gli incontri a venire) vennero ordinati i primi faccioni esterni al nucleo storico. Quasi contemporaneamente il faccione Gaba stilò il celebre decalogo del Gruppo che, passo dopo passo, andava lentamente istituzionalizzandosi. Una divisione di ruoli e compiti che caratterizzava in modo forte, quasi eccessivo, il gruppo di allora ma che, al tempo stesso, ne ha permesso una crescita ordinata negli anni a venire.

La seconda cerimonia di iniziazione, nel 1994, coincise con il primo “Nuovo Bar – Giù di lima” in un luogo carico di significato per tutti i faccioni del tempo. Altri “Nuovo Bar” (ed annesse iniziazioni) si sarebbero celebrati tra il 1995 ed il 1999, l’ultimo dei quali – in una suggestiva cornice a lume di candela – senza pernottamento. L’era eroica dei week-end semi-clandestini volgeva ormai al tramonto, soppiantata dai “Sexy Bar” a Riofreddo, una serie di ritrovi partiti in sordina nel ’95 e affermatisi ben presto come punto di riferimento principale per i frequentatori più assidui del gruppo. Il trasferimento a Trappola di Sergio, anni dopo, non fece venire meno questi momenti di rigenerante spensieratezza, mantenendo intatta la purezza della tradizione sotto la nuova insegna di “Toki Bar”.

Un mutar di ritrovi e di forme organizzative (tutte le cariche interne furono abolite nell’autunno ’98 con voto a maggioranza) che ha seguito, negli anni, l’inesorabile mutare dei diversi appartenenti al gruppo. I faccioni hanno cambiato compagne, cambiato lavoro, sono diventati padri, hanno fatto e disfatto legami familiari. Ma tra loro non è venuto meno quel sentimento profondo che li porta orgogliosamente a definirsi Faccioni. Tanti membri, negli anni, si sono chiamati fuori per lungo tempo dalle attività del Gruppo. Eppure tutti, tornando a frequentarlo, hanno subito avvertito nell’intimo la sensazione di essere tornati a casa. Quella consapevolezza unica e un po’ adolescenziale di avere alle spalle un gruppo di amici sempre pronto a intervenire nelle avversità. A qualsiasi età, perché quando si è giovani – anagraficamente o nell’intimo – le cose non possono altro che girare per il meglio e tutto “la va par nun”.

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